Educazione e Sviluppo psicologico-Dr.ssa Maria Sara Sanavžo Psicoterapeuta Strategica

Educazione e Sviluppo psicologico

EDUCAZIONE E PSICHE

Sempre più frequentemente si ha notizia non solo di adolescenti, ma addirittura  di bambini che improvvisamente a scuola o fuori manifestano comportamenti limite, caratterizzati da perdita di controllo e bouffee rabbiose o aggressive verso compagni, insegnanti, istruttori... 

Il passaggio all'atto in bambini che in altri momenti sembrano tranquilli e si sanno rapportare in modo sereno, lascia sconcertati e fa pensare a qualche patologia psichica che in certi momenti prenda il sopravvento facendo sì che il soggetto, suo malgrado, non sia più padrone delle sue azioni. 

A questo punto è facile che il bambino venga valutato, e che gli venga attribuito un qualche disturbo, quindi un'etichetta, che automaticamente lo rende "malato". 

Ma quanto c'entra l'educazione e l'ambiente circostante in tutto questo? 

Nella maggioranza dei casi c 'entra  molto, soprattutto perché sempre meno i genitori sanno guidare i figli, ma anzi spesso si fanno guidare da loro, incapaci di dare una direzione, di porre un freno, e con l'unico obiettivo di assecondare, accontentare, gratificare. È giusto che il bambino venga rispettato, ma questo non può esimerlo da un graduale adattamento al rispetto di regole e doveri, che invece spesso non sono richiesti, portando ad una mancanza totale di responsabilità. Cosa succede allora? Che un bambino messo di fronte ad impegni scolastici, sportivi, al confronto con i compagni e a richieste e prestazioni di vario tipo sia incapace di tollerare quelle inevitabili piccole frustrazioni che la realtà impone, al di fuori del nido dorato creato in famiglia, e che crolli psicologicamente, sentendosi schiacciato e vittima di qualcosa a cui non è affatto abituato. Ecco quindi la reazione violenta e dal suo punto di vista totalmente giustificata. 

Ma questa è patologia o crisi educativa? 

Il rischio ancora più grave è che, una volta etichettato come portatore di un qualche disturbo, il bambino venga sempre più assecondato e gratificato perché in quanto tale si considera "incapace di tollerare frustrazioni", in un circolo vizioso infinito e molto pericoloso per la costruzione della sua identità e per la formazione della sua personalità. 

Ciò che va valutato attentamente quindi, prima di etichettare un bambino, e' proprio  l'adeguatezza genitoriale, e l'eventuale necessità di un  sostegno parentale che aiuti i genitori e li indirizzi verso un approccio educativo più idoneo, facendo riprendere loro il ruolo di guida, fondamentale per una crescita serena e sana dei propri figli.

Dr.ssa M.sara Sanavio