la terapia strategica

La terapia Strategica è una PSICOTERAPIA BREVE indicata per il trattamento dei disagi psicologici come  ansia, panico e stati depressivi, dipendenze da gioco, fobie, disturbi alimentari, disturbi ossessivi e problematiche relazionali della coppia o della famiglia.
 
L'assunto di base è che quando un problema si crea, per quanto invalidante e fuori controllo  possa sembrare, viene mantenuto e peggiorato da ciò che la stessa persona o l'ambiente circostante fa nel tentativo di risolverlo, ovvero da ciò che chiamiamo le TENTATE SOLUZIONI. Capire questo è quindi fondamentale per aiutare la persona a superare le proprie trappole, e l'intervento è mirato a modificare i comportamenti e i pensieri disfunzionali in direzione di un  rapido CAMBIAMENTO. Una volta rilevate le disfunzionali "tentate soluzioni", il terapeuta studia come sia possibile cambiare tale problematica persistenza nella maniera più rapida ed efficace possibile. Il terapeuta strategico sa bene infatti  che la soluzione dei problemi del paziente passa attraverso la rottura del circolo vizioso di retroazioni che mantiene la condizione problematica.
 
Ciò avviene in un periodo relativamente breve  ( per cicli di 10 sedute con ridefinizione del piano di trattamento ) in cui il paziente con la guida del terapeuta attraverso i compiti che riceve in seduta vive esperienze concrete in cui sperimenta nuove acquisizioni e riconosce in se stesso nuove capacità di controllo su di sè e sulla realtà che lo circonda.
 
Tale approccio, ideato dal Prof. Giorgio Nardone sulla base delle acquisizioni della Scuola di Palo Alto in California e dell'apporto di grandi pensatori del passato e del presente, si basa sull'assunzione che i cosiddetti disturbi psichici derivino dalle modalità percettive, cognitive ed emotive che la persona ha costruito nel tempo confrontandosi con la  realtà circostante, e che la conducono a reazioni comportamentali e comunicative disfunzionali.
 
L'obiettivo del cambiamento è quindi quello di modificare le percezioni disfunzionali  del paziente, e ciò si può ottenere  anche in poche sedute se il paziente si rende collaborativo e segue fedelmente le prescrizioni fornite in seduta.
In questo caso ben presto si accorgerà del cambiamento in progress inteso come modificazioni delle proprie modalità di reazione, relazione e comportamento di fronte a specifiche condizioni che prima non era in grado di gestire e che lo mettevano in difficoltà, scatenando ansie prestazionali, ansie sociali ( agorafobia, claustrofobie, paura di parlare in pubblico, di guidare su viadotti o in tunnel)  fino a veri e propri attacchi di panico o sindromi depressive.
L'intervento è di tipo attivo e prescrittivo: se questo funziona i risultati si osservano fin dalle prime sedute, se questo non funziona, il terapeuta cambia strategia.
 
Le principali tecniche della Psicoterapia Breve Strategica sono: prescrizioni dirette, indirette e paradossali, ristrutturazioni, utilizzo della comunicazione suggestiva e persuasiva.
 
Il terapeuta mette in atto una sorta di partita a scacchi con il paziente e i suoi disturbi, cercando di aggirare le resistenze al cambiamento, tipiche di ogni psicopatologia, attraverso le tattiche di cui dispone, e di condurre il paziente a cambiare il suo modo di percepire la realtà e il suo modo di  reagire ad essa. Si interviene quindi direttamente o indirettamente sulle reazioni comportamentali, sulle convinzioni e sulle emozioni ad essere correlate, portando al ripristino di uno stato di benessere psico-relazionale.
 
Le Origini
 
       L'approccio strategico ai problemi personali e interpersonali è nato e si è sviluppato all'interno del contesto della psicoterapia breve e trae le sue origini dalla teoria della comunicazione di Gregory Bateson; dagli sviluppi costruttivisti dell'epistemologia cibernetica, maturati da Heinz von Foerster ed Ernst von Glasersfeld;
dagli studi di Milton Erickson sulla suggestione ipnotica.
Si deve poi a Paul Watzlawick e ai ricercatori del Mental Research Institute di Palo Alto l'opera di approfondimento e sistematizzazione dei principi teorico-applicativi della comunicazione nei suoi aspetti pragmatici e terapeutici.
       Un ulteriore contributo innovativo è stato portato dal Prof. Giorgio Nardone, che da molti anni si occupa della messa a punto di specifici protocolli di intervento
per problemi clinici  quali fobie, ossessioni, disordini alimentari, etc., mediante una ricerca empirico-sperimentale nota come "ricerca-intervento".
       Questo modello evoluto di terapia è stato esposto dettagliatamente dal Prof. Giorgio Nardone in numerose opere, tradotte nelle principali lingue europee.
Quindi, alla inevitabile e continua “evoluzione” delle patologie fa riscontro una altrettanto continua evoluzione degli strumenti terapeutici, in termini di efficacia (percentuale dei casi risolti), ed efficienza (N° medio di sedute).
La ricerca-studio condotto dal gruppo del C.T.S. di Arezzo nell’arco di 10 anni su un campione di 3640 casi trattati per diverse patologie e problematiche, evidenzia una percentuale del 86% di risoluzione del problema presentato, in una media di 7 sedute
 Il Counseling Strategico
" Tutto ciò che può essere fatto con poco, invano viene fatto con molto."  Occam
       Molte situazioni di difficoltà e di disagio spesso non richiedono, per essere affrontate con efficacia, un vero e proprio percorso di psicoterapia. Nei casi in cui il problema non è impedente, ovvero è meno acuto e pur limitando la vita della persona non la blocca in modo pervasivo, può essere sufficiente un intervento di Consulenza Breve Strategica. Questa tipologia di intervento appare indicata per tutte quelle tipologie di problemi in cui la persona si trova in una situazione di “stallo” momentaneo che, pur non essendo una vera e propria patologia, provoca sofferenza e fa sentire bloccati e con poche possibilità di uscita o risoluzione. Alcuni esempi di problematiche che rientrano solitamente in questa categoria sono i problemi sentimentali o di coppia, le difficoltà relazionali con colleghi di lavoro, i problemi di relazione genitori-figli, i problemi scolastici dei figli, i blocchi della performance, e alcune sintomatologie potenzialmente impedenti ma che si trovano ancora nella fase di strutturazione iniziale.
       La consulenza strategica è indicata in tutti quei casi in cui, non essendo di fronte a disturbi psicologici fortemente limitanti e generalizzati, dopo lo sblocco della situazione problematica non è necessario procedere ad un intervento di ristrutturazione più globale delle modalità percettive e reattive della persona. Ovvero una persona che svolge una vita senza particolari impedimenti, ad eccezion fatta della singola situazione di difficoltà (come ad esempio un problema relazionale con un collega di lavoro, o la paura di prendere l’aereo), una volta sbloccata la situazione non avrà bisogno di riorganizzare tutta la sua vita o ristrutturare le sue risorse in modo nuovo. L’ intervento di Consulenza Breve Strategica, che si svolge in numero molto limitato di sedute (4/5 sedute con monitoraggio a distanza nel tempo) è consigliata per tutte quelle situazioni che, pur non essendo fortemente limitanti, possono richiedere un aiuto esterno per raggiungere una più rapida risoluzione.