Si definisce "Depressione" un disturbo del tono dell’umore, e si manifesta con astenia, incapacita’ di provare piacere, mancanza di motivazione verso ogni attività quotidiana, tendenza al ritiro sociale.

La persona depressa si chiude tendenzialmente in se stessa, ha pensieri negativi e non trova l’energia per affrontare le sue giornate a casa, nel lavoro, con gli altri...

Le ricerche approfondite su questo svolte presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo hanno portato ad alcune importanti scoperte sull’origine di questa patologia e sui mezzi per sconfiggerla. Ecco quindi un breve sunto dei risultati:

la Depressione- è quasi sempre legata ad un evento traumatico o considerato tale per il paziente ( lutto, separazione, insuccesso personale...)

-Condizioni di vita invalidanti, quali ad esempio una malattia, o gli attacchi di panico, possono far nascere un senso di incapacità e di frustrazione tali da portare allo sviluppo di forme anche severe di depressione

-Delusioni nelle relazioni amorose o amicali, quali un tradimento inaspettato da parte di un amico o del partner possono essere vissute dal soggetto come catastrofiche e inaccettabili, quando esistano rigide illusioni rispetto a valori come la fedeltà e l’amicizia, e un investimento affettivo importante e totalizzante verso l’altro.

Il senso di delusione, di fallimento, di impotenza che consegue a questi eventi viene percepito dalla persona come l’impossibilità di reagire, e si manifesta quindi attraverso la rinuncia, la resa incondizionata di fronte a ciò che non si può cambiare.

Questa resa totale, passa spesso attraverso la delega alle persone vicine di tutta una serie di attività che il soggetto depresso non si sente più capace di fare, ma nello stesso tempo l’aiuto diventa il segno tangibile della sua incapacità, del suo “pesare” sugli altri, ed alimenta il vittimismo che caratterizza questa patologia.

LA TERAPIA

L’approccio strategico alla terapia della persona depressa parte da un’analisi del suo vissuto e del tipo di relazioni che intorno a lei si sono stabilite, per individuare e smantellare le Tentate Soluzioni che vengono messe in atto e che mantengono e peggiorano il problema. Questo intervento permette al soggetto e alle persone che gli stanno intorno di poter sperimentare nuove opportunità di azione e di comportamento, rompendo lo schema disfunzionale. In questo senso, oltre che lavorare sul sistema percettivo-reattivo del soggetto, è importante sviluppare un rapporto di collaborazione con familiari o persone vicine al soggetto stesso.

La terapia si prefigge l’obiettivo di ristrutturare i pensieri e le percezioni della persona interessata, indirizzandola verso la “rinuncia della rinuncia”, in un graduale percorso di riconquista di piccoli obiettivi di autonomia e prospettando così la possibilità di riprendersi in mano la propria vita; contemporaneamente si va a lavorare sui sentimenti di rabbia ed impotenza che spesso sono presenti in maniera massiccia nel soggetto.

Un altro aspetto fondamentale della terapia è inoltre la rottura della prospettiva vittimistica in cui è sprofondato il soggetto con l’inconsapevole sostegno di chi lo circonda, e che gli permette di alternare il ruolo di vittima a quello di aguzzino, in un circolo vizioso senza fine.

PERCENTUALI DI SUCCESSO DEL TRATTAMENTO

Il modello strategico ha analizzato la depressione basandosi come sempre sullo studio del suo funzionamento nel trattamento di casi reali, ed ha così potuto utilizzare gli interventi più adeguati e calzanti a questo tipo di disturbo. E’ proprio tale conoscenza approfondita che permette di intervenire in modo mirato e adeguato alle varie tipologie che si presentano, ciascuna con differenti caratteristiche e sfumature. Ciò fa sì che le percentuali di successo su questo disturbo si aggiri oggi intorno all’80% dei casi.

Depressione


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