Il disturbo ossessivo-compulsivo e’ una delle forme di disagio psichico più invalidante, in quanto il soggetto che ne è colpito cade in una trappola di pensieri e azioni estremamente disturbante, di cui, pur con tutti gli sforzi, non riesce a liberarsi.

La persona può essere indotta a compiere dei rituali, o a ripetere gesti apparentemente senza senso, come lavarsi ripetutamente le mani, pulire in modo ossessivo, ripetere pensieri o inutili azioni come controllare la chiusura del gas pur sapendo di averlo già fatto... rimanendo schiavi di se stessi e di obblighi autoimposti, ma a cui sembra di non poter sfuggire.

Tutto questo ha la funzione di calmare l’ansia, percepita dal soggetto come insopportabile.

I rituali possono prendere il sopravvento al punto da diventare la principale o addirittura l’unica attività della giornata, in un estenuante bisogno di perfezionismo che annulla tutti gli altri aspetti della vita della persona, e può arrivare a coinvolgere perfino i familiari, che inconsapevolmente cadono nella trappola di un inutile e pericoloso gioco di “sostegno al malato”.

La persona si sente così chiusa in una gabbia, condannata ad una condizione che in alcuni casi diventa disperante e intollerabile, in quanto, apparentemente, “ai propri pensieri non si può sfuggire”. I disturbi ossessivo - compulsivi sono infatti tra i più ostici da trattare, la bestia nera di tutte le terapie.

La terapia strategica si distingue anche in questo campo per l’efficacia e l’efficienza dei suoi interventi, e i modelli di intervento messi a punto nell'attività di ricerca-intervento su molti casi clinici portano a risultati eccellenti.

Infatti, così come è la persona stessa a costruirsi la gabbia, essa stessa può smantellarla, imparando a piccoli passi come il falso controllo disfunzionale su pensieri e azioni che mette in atto possa diventare una forma di controllo funzionale e naturale, senza forzature, che riporta gradualmente ad una libertà che sembrava impossibile raggiungere.


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